
Gli intimi segnali di sofferenza lo stordivano e lo estasiavano. Di solito preferiva sorbire la sua dose di dolore per interposta persona; ma era mattina, e quello era il suo quotidiano cimento. Su, su, verso il seggio del suo potere. Un piuolo dopo l’altro. Si arrampicava, col cuore che protestava, con le budella che sciaguattavano nella guaina carnosa, con i brividi nelle reni, con le ossa stesse che si flettevano sotto il peso.
Intorno a lui gli sciacalli erano in attesa. Qualora fosse caduto, ci sarebbero volute dieci persone per risollevarlo. E se, in una disperata fibrillazione, il cuore avesse ceduto? Se avessero visto farsi vitrei i suoi occhi?
Avrebbero esultato, mentre il suo potere svaniva?
Avrebbero gioito, se la sua mano fosse scivolata e la sua morsa ferrea sulle loro vite si fosse allentata?
Ma certo, ma sicuro! Un freddo sorriso curvò le labbra sottili di Chalk. (Perché non erano tumide? Aveva le labbra di un uomo magro, di un beduino combusto fino all’osso dal sole.)
Il sedicesimo piuolo era in vista. Chalk lo agguantò. Gli ribolliva sudore da tutti i pori. Rimase un attimo in bilico, spostando laboriosamente il suo peso dal metatarso del piede sinistro al calcagno del destro. C’era poco gusto e ancor meno piacere a essere il piede di Duncan Chalk. In quell’istante, sforzi di tensione quasi incalcolabili si esercitavano sulla caviglia destra di Chalk. Poi, con un gran gesto che falciò l’aria, egli si proiettò in avanti, abbattendo la mano sull’ultimo piuolo, e la vista felice del suo trono gli si aprì.
Abbandonandosi nella poltrona che lo aspettava, Chalk ne ricevette le cure, mani a micropila affondate nel tessuto che lo blandivano, rimestando e spremendo, aghi nascosti che slittavano attraverso l’epitelio, spandendo fluidi lenitivi. Cordoni impalpabili di cavo metallico spugnoso che gli si infilavano negli abiti, per assorbire il sudore dei rilievi e avvallamenti della sua carne. Il rombo del cuore affaticato si placava. I nodi dei muscoli contratti si scioglievano. Chalk sorrise. Il giorno era cominciato, tutto andava bene.
