Il Portico scintillava. C’erano tutti i piaceri a buon mercato, riuniti sotto un solo tetto vetrato. Nel passare il cancelletto, Lona premette il pollice sul pulsante di esazione, registrando la propria presenza, così che il prezzo di ingresso le fosse addebitato. Non era caro. Comunque il denaro non le mancava, no: avevano provveduto a non farglielo mancare.

Piantata sulle gambe alzò la testa, facendo scorrere lo sguardo, una galleria dopo l’altra, fino al tetto, a un’altezza di sessanta metri. La neve, lassù, cadeva, ma non si posava. Potenti soffiatori impedivano che toccasse il tetto, e i fiocchi di neve cadevano sul marciapiede riscaldato, sciogliendosi.

Vide le gallerie dove si poteva praticare qualsiasi gioco, senza limite di puntate. Generalmente erano modeste. Quello era un locale per giovani, per sbollettati. Per bacati. Ma, volendo, si poteva perdere forte, e a qualcuno era successo. Lì c’erano ruote che giravano, lampeggianti, scatti di pulsanti. Lona non capiva il gioco d’azzardo.

Più su, in un labirinto di corridoi, erano in vendita i piaceri della carne. Donne per gli uomini, uomini per le donne, ragazzi per le ragazze, ragazze per i ragazzi, e ogni altra concepibile combinazione. Perché no. L’essere umano era libero di disporre della propria persona, in qualsiasi modo che non recasse diretto pregiudizio ad altri. Chi vendeva non era costretto a vendere. Poteva metter bottega, darsi al commercio… Lona non andò tra gli stand del piacere.

Qui, al primo piano del Portico, c’erano gli stalli dei mercanti di paccottiglia. Una manciata di monete poteva comperare una sporta di bagattelle. Forse un cordoncino di luce viva per rischiarare i giorni grigi? O un animaletto domestico venuto (dicevano) da un altro pianeta, benché in realtà quei rospi dagli occhi come gioielli uscissero da colture dei laboratori brasiliani? Forse una scatola da poesia, per cullarti e farti prendere sonno? Fotografie di celebrità, abilmente congegnate, che sorridevano e parlavano? Lona girellava, sgranava gli occhi. Non toccava niente, non comperava niente.



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