
— Bisogno d’un amico, amica?
Molinelli di parole. Inviti in un ronzio profondo. Ma non per lei. Mai per lei.
Io sono una madre.
Io sono la madre.
«Queste uova fertilizzate furono poi collocate in un ambiente consistente per tre parti di soluzione di Locke modificata, e per una parte di un 2,9 per cento di citrato di sodio bi-idrato e di 25 milligrammi di globulina gamma bovina (BGG, Armour) per millimetro della soluzione di Locke e citrato. Al liquido furono addizionate penicillina (100 unità/ml) e streptomicina (50 microgrammi/ml). Viscosità a 22° C: 1,1591 centipoise, con pH 7,2. Per la micromanipolazione, le uova furono tenute in una goccia della soluzione di Locke-globulina-citrato (GCL) coperta con olio minerale in un pozzetto di vaselina su un vetrino da microscopio.»
Ci fu una piccola sorpresa, questa sera, per Lona. Uno di coloro che indugiavano nel vestibolo si avvicinò a lei. Ubriaco? In tale stato di privazione sessuale da trovarla attraente? Mosso a pietà per una derelitta? Oppure sapeva chi lei fosse e desiderava partecipare alla sua gloria? Questa era l’ipotesi meno probabile. Costui non “sapeva”, né “desiderava”: non c’era gloria di sorta.
Non era bello, ma neanche troppo repellente. Di statura media. Capelli neri, lisciati in avanti quasi fin sulle sopracciglia; queste ultime lievemente distorte chirurgicamente a formare l’arco scettico di una V rovesciata; occhi grigi, brillanti di piatta furbizia; mento debole, naso prominente. Età: circa diciannove anni. Carnagione cerea segnata da striature sottocutanee, sensibili al sole, che nel meriggio dovevano splendere di colori. Sembrava affamato. Nell’alito, un miscuglio di vino a poco prezzo, di pan speziato, con un sospettò (per esibizionismo!) di rum filtrato.
— Ciao, bellezza, Appaiamoci. Sono Tom Piper, figlio di Tom Piper. E tu?
— No, per favore — mormorò Lona. E cercò di andarsene. Egli la bloccò.
